Servizi pubblici locali e concorrenza: una “relazione” complicata

La riforma del Testo Unico sugli Enti Locali (l. 448/2001) ha definito come “prioritario” l’obiettivo dell’apertura al mercato dei servizi pubblici locali.

Ad oggi le società a partecipazione pubblica rappresentano la stragrande maggioranza degli operatori attivi sul mercato.

L’evidenza fattuale impone di ripensare le modalità di affidamento.

Secondo quanto previsto dalla regolamentazione dei SIEG a livello europeo, nel motivare la scelta di prediligere un affidamento in house l’ente pubblico dovrebbe essere in grado di provare che un eventuale bando per la gestione del servizio pubblico sarebbe andato deserto. E quale modo migliore esiste di provare una cosa del genere, se non proprio nel pubblicare il bando e verificarlo concretamente?

Fonte: Di Giacomo Lev Mannheimer - FiLOdiritto

 

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Modelli di rappresentazione delle professioni e relative competenze: ipotesi di lavoro per la PA

Tra i materiali predisposti nella scia della Riforma Madia ci sono stati anche documenti di indubbio interesse.

Il rapporto qui presentato è senz'altro uno di questi.

Finalità del rapporto è quella di analizzare e presentare alcune ipotesi di lavoro per definire modelli standard di rappresentazione delle professioni e relative competenze nella PA.

Tali ipotesi di lavoro dovrebbero servire a:

  • rappresentare in modo standardizzato le professioni della PA all’interno di un sistema informativo nazionale;
  • costituire un riferimento per avviare un’attività di supporto alle amministrazioni nella definizione dei propri profili professionali.

Nel capitolo 1 viene analizzato brevemente il framework di riferimenti teorici e metodologici che sono alla base delle esperienze di rappresentazione delle professioni, nazionali e internazionali.

Nel capitolo 2 sono riportate sette esperienze (2 internazionali e 5 nazionali) che vengono descritte e analizzate dal punto di vista metodologico e di funzionamento, sulle quali vengono fatte delle valutazioni di ordine economico, temporale e metodologico, al fine di definire un percorso di medio termine che possa contribuire alla rappresentazione delle professioni e delle competenze della PA.

Nel capitolo 3 sono presentate le sperimentazioni proposte: una, che serve a correlare gli inquadramenti giuridico-contrattuali dei CCNL e i livelli EQF; l’altra, che definisce una tassonomia per aree e famiglie (o in alternativa solo da aree), alla quale poter ricondurre i profili professionali definiti da alcune amministrazioni, con descrittori e metodologie diverse.

Fonte: Dipartimento Funzione Pubblica - Aran

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Risoluzione contrattuale sub iudice: è possibile escludere dalla gara?

La pregressa risoluzione per inadempimento sub iudice (ovvero contestata con giudizio ancora pendente) può rilevare a fini escludenti qualora assurga al rango di “grave illecito professionale”, tale da rendere dubbia l’integrità e l’affidabilità dell’operatore economico.

In tale eventualità, tuttavia, i correlativi oneri di prova e motivazione incombenti sull’amministrazione sono ben più rigorosi e impegnativi rispetto a quelli operanti in presenza di una risoluzione anticipata “definitiva” (perché non contestata ovvero confermata in giudizio).

Questo il principio espresso dal Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana con la sentenza n. 252 del 30 aprile 2018.

Fonte:Self-Enti Locali


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