Una burocrazia per fare cosa?

Il governante agisce sui problemi o sugli elettori?

La domanda non è retorica ed in effetti è ricca di implicazioni per un sindacato dei dirigenti degli enti locali. Se si agisce sui problemi, servono dirigenti in grado di rilevare problemi e risolverli. Se si agisce sugli elettori, servono dirigenti in grado di fidelizzare elettori. In entrambi i casi serve una burocrazia ma evidentemente si tratta di forme di burocrazia diversamente organizzate.

Nel primo caso l’interesse generale è condizionato dalla soluzione di problemi generali e l’enfasi quindi va posta sul processo d’individuazione dei problemi e sulla loro prioritarizzazione, in modo tale da evitare di risolvere problemi di interesse particolare, contrari o irrilevanti nei confronti dell’interesse generale. La burocrazia che serve in questo caso è di tipo professionale.

Nel secondo caso l’interesse generale è rappresentato dalla maggioranza che ritiene di interpretarlo direttamente. Il rischio da evitare in questo caso è che solo i problemi delle maggioranze vengano trattati e quindi devono essere introdotte regole di salvaguardia degli interessi delle minoranze. In questo caso la burocrazia che serve è di tipo meccanico.

Forse è il caso di parlarne.

 

Spunto in: Giuseppe Pompella – Pionero digital innovation


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Le regole sul Bail In