Con il partire della fase 2 diventa fondamentale la capacità dei singoli Enti di analizzare, riorganizzare, integrare: Servizi, Tecnologie, Sistemi.

Il modo in cui si dovranno ripensare: spazi, processi, orari, regole operative e accordi, dovrà essere coerente con quanto le competenze del personale e i sistemi informativi, le prestazioni ed i risultati permetteranno di realizzare concretamente.

Integrazione, monitoraggio e formazione assumeranno un ruolo strategico.

Decenni di retorica efficientista e di strumenti astrusi dovranno in pochissimo tempo lasciare spazio ad azioni finalmente concrete ed efficaci.

Uno strumento che dovremo imparare ad usare sarà quello del lavoro agile e dell’analisi del rischio.

I nostri Enti da questo punto di vista non sono tutti uguali.

Gli uffici in cui operiamo nemmeno.

Le differenze in termini di lavoro a distanza e rischio pandemia tra uffici di staff e uffici di linea e all’interno di questi ultimi tra biblioteche e nidi, tra polizia municipale, servizi sociali, anagrafe, mense, ecc. sono enormi.

Un’interessante lettura per i colleghi che dirigono questi servizi è quella del recente: Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione dell’INAIL.

Fonte: INAIL


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