La spesa per investimenti pubblici, dopo il picco di 58 miliardi di euro nel 2008, è scesa a 33 miliardi di euro in questi anni. Gli investimenti sono stati l'unica voce di spesa tagliata sul serio, a parte gli interessi sul debito pubblico, dagli ultimi governi che si sono succeduti.

In questo modo si è reagito al problema senza intervenire sulla causa e si è attivato un circolo vizioso di bassa spesa per investimenti e basso sviluppo da cui il Paese deve uscire al più presto.

Su questo tema gli Enti Locali potrebbero giocare un ruolo determinante. 

Aumentare in modo stabile il valore assoluto della spesa per investimenti comunali di almeno 10 miliardi di euro all'anno (cifra pari al bonus degli 85 euro), riducendo  nel contempo sia il prelievo fiscale che la spesa a fondo perduto e attivando nuovi strumenti di federalismo municipale, li potrebbe ricollocare al centro delle dinamiche di sviluppo del Paese. La lettura che si segnala fornisce un'interessante prospettiva di finanza locale.

L’imposizione di scopo e i meccanismi di cattura del valore facilitano la redistribuzione dei benefici prodotti dagli investimenti pubblici e possono aprire nuovi spazi propulsivi per le autonomie locali, nel rispetto dei principi di uguaglianza e di sussidiarietà.

Fonte: Gugliemo Bernabei – Regione Emilia Romagna


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